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Emma
quando aveva dodici tredici anni,
quando aveva tempo libero, che
faceva?
facevo i martavelli per la pesca,
con l’ago e il filo, facevo i
martavelli
e
non andava mai a spasso con le
amiche?
no,
mai, no perché ero la più grande di
tre figli, ero la più bastonata di
tutte
quindi già da piccola lavorava
da
quando non arrivavo nemmeno
all’acquaio |
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Angelo
quando era adolescente che faceva
durante la giornata?
so
andato un po’ a scuola, poi durante
la giornata, era un po’ triste, ero
solo, avevo un fratello e una
sorella che pensavano per loro e
basta, e io ho dovuto .... ho dovuto
un’altra volta tirarmi su le maniche
e fa da solo
Si,
già c’avevo
insomma
una funzione da omo
in
questo periodo avrà avuto qualche
momento per giocare con ragazzi
della sua età
no,
so stato sempre un tipo che non ho
mai giocato, non m’è mai garbato
quando aveva un po’ di tempo libero,
che faceva, dove andava? andavo li al porto, andavo a pescà, nello stagno, andavo a fa legna su terrarossa, sul monte, a raccoglie legna per scaldare in casa, facevo fascetti, che vendevo |
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Lilia
Lei
usciva con le amiche della sua
stessa età?
Non
abbiamo mai avuto amicizie, si
faceva tutto fra noi sorelle, io non
ho avuto amicizie da piccola, mai,
prima eravamo schiave sa,
nostro padre ci teneva a freno
non
avevate possibilità, come oggi, di
uscire?
uscire si, ma mica con le amiche,
fra noi, con le sorelle, tutto in
famiglia, ma amicizie niente,
eravamo contrari alle amicizie, in
famiglia
Ma
quando uscivate dove andavate?
Da
bambina andavo con la mamma, ci
portava ai giardini, la sera poi
andavamo a passeggio per il Corso,
se no guardavamo il passeggio dalla
finestra, il passeggio si vedeva
bene, ci dicevano “beate
voi che state sul Corso e vedete il
passeggio”. |
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Elba
Aveva qualche amichetta con cui
andava in giro, a giocare?
si,
si, ci avevo le Marchini, che una è
ancora lì davanti a me, con le
Marchini si andava al M.Argentario a
piedi, si partiva da Orbetello, si
andava su alle piane, e poi piano
piano si andava su al convento
invece quando andavate a spasso ad
Orbetello, quali erano i posti
preferiti? |
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...ad Orbetello su e giù per il corso, un branco di ragazze, quando ci vedevano “eccole le belle” eravamo tutte discrete, non per niente, si passeggiava su e giù per Orbetello; ma ci avevo il mi babbo che era una lenza, ci spiava per i vicoli, e poi ma fatto certe parte, veniva dice, si scappellava dentro la bottega, e faceva “ancora non è ora di venire a casa?” |
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“Dio bono, siamo sortite alle sette dal lavoro e si fa una passeggiatina in su e in giù” ; arrivarono al punto che mi dissero “senti, abbi pazienza, tu non devi venire più con noi, ci vergognamo delle parti che ti fa il tu babbo”; lui era geloso delle figlie, per carità, quando mi so’ fidanzata col mi’ marito, mandava il mi’ fratello a vede se mi pigliava a braccetto. |
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Emma
andavate a qualche divertimento, a
qualche festa?
una
volta con la sorella mia, c’era na
festa da ballo alle scuole, facevano
feste di lusso, annamo a vede, sa,
vengono tutte le signore che vanno a
ballà, no, sicchè si va a vedere,
perché c’avevo una parente,
s’andava a dormi da questa parente,
e la mi mamma era tranquilla, e la
sera, invece di sali da lei, si
stava sotto il portone a vede entra
tutte le coppie, belle, tutte
vestite, e allora cominciavano a
ballà, mi sorella, che gli piace il
ballo, via comincia a ballà e io
fremevo perché dico, madonna, se lo
vie a sapè la mi mamma, la mi cugina
sa che fece, prese e l’andò a chiamà
la mi mamma, “vieni a
vedè le tu figlie do so’, dicono che
vengono da mè “, io ero sulla
porta, perché l’ho detto, n’ho mai
ballato, ma lei ballava, na canata
ci fece, na canata e non c’ha
mandato più, però io alle mi figlie,
quando erano ragazze, l’ho portate |
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Elba
quando conobbe suo marito?
nel
’35 conobbi, andai in una casa, dei
fratelli Tirchi, era gente per bene,
pero di soqquatto al mi babbo, che
io ho saltato la finestra, che
eravamo al primo piano, e di sotto
c’erano le presse del fieno, saltai
quella finestra con mia sorella, e
si passò dietro le mura per andar a
casa di questi Tirchi a ballare,
perché il babbo era in cantina, lì
per la strada, e ogni tanto guardava
se si sortiva dal portone, ma noi
eravamo belle e sortite, dalla parte
di dietro, e si ballava a casa di
questa gente, ma tutto per bene,
eravamo gente seria, no, e ci
incontrai Alberto, il mi marito, e
noi si fece “madonna,
quant’è bello quel giovane”,
credete che era una meraviglia,
eravamo un branchetto di ragazze “guarda
quant’è bello quello” e
cominciai a ballare con lui, dice “resiste
a sinistra a ballare il valzer?”
“si, si, resisto,
resisto” però si fermò il
grammofono e io mi attaccai a lui
perché sennò andavo per terra, e fu
n’abbraccio che.. da lì insomma
quando la domenica ci si incontrava,
io ho capito che questo era
innamorato di mè, e però mi piaceva
anche a mè però zitti non si diceva
niente sennò si stava loschi in
casa. |
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Lilia
a
proposito dei “Bagnetti”, come se li
ricorda, cosa erano per lei?
mi
ricordo come erano situati ...
ci
andavate per fare il bagno o no? No, andavamo così per vedere il teatrino, c’era, guardavamo quelli che facevano il bagno, allora lo facevano in laguna il bagno, mica in spiaggia, vedevamo i ragazzi che si gettavano dal trampolino, io mi divertivo... |
|
Emma
come, ai bagnetti ci fecero miss la
mi figlia, no, miss cinema ci fecero
in
che anno?
Ci
aveva diciott’anni
ma
voi andavate ai bagnetti?
Si
, ci si andava, magari coi figli in
collo, ce li avevo piccini, ci avevo
quattro figli, la più grande è
quella che adesso è vedova.......
per
quanto riguarda il “trenino” cosa
ricorda? |
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Oh,
del trenino c’ho bei ricordi,
s’andava a S.Liberata , io andavo co’
‘na famiglia, mi tenevano per
guardare i bambini, a S.Liberata,
Bernardoni si chiamavano,
questo prima di sposarsi
quando ero ragazzina, col trenino
andavo a S.Liberata
quindi ha un bel ricordo del trenino
si, si, si, tant’è vero, ha visto, ho preso quei quadretti col trenino, perché ho un gran bel ricordo del trenino. |
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Angelo
ho
un bel ricordo del “Baccarini” che
faceva servizio Stazione Scalo,
Orbetello e Santo Stefano, fermava a
Terrarossa,
e c’era parecchi operai della
miniera e poi
portava merci, un vagone di
Stato, carico di merci, di mercanzia
generale
e
lei come l’ha vissuto questo periodo
che c’era il trenino, per voi
cos’era?
Era
‘na cosa, insomma,
“vivente” , vedendo il
trenino in paese, è gia ‘na cosa
particolare, e ecco, io ridevo,
ridevo,
andavate sulla diga a vederlo
passare
si,
si, andavo li sul ponte, dov’è il
fosso, si andavo lì che c’era la
mensa dei militari, perché ai quei
tempi facevano un’altra aviazione al
porto; come l’avevano fatto, li dove
passava il trenino, di quà un
pochettino, c’era la cucina
quindi andavate lì anche per
rimediare qualcosa da mangiare
si,
per mangiare, e me lo davano, un
piatto di pastasciutta, di
minestrone eh....
per
voi era anche un punto di ritrovo un punto, un punto di ritrovo, giusto |
|
Lilia
Passava il trenino, c’erano i
passeggeri, tutti ‘sti ragazzi
giovani, salutavano, era un
divertimento per noi, lì alla diga
era la passeggiata nostra, il
giorno, e poi si tornava indietro
per il corso ...
la
diga era una zona di passeggio per
tutti
si
c’era soltanto la strada di terra,
dove buttavano la ghiaia, non c’era
mica la passeggiata come oggi;
incontravamo le donne che andavano a
vende il pesce con il cesto in
testa, le portercolesi...
era
una strada che veniva quindi
percorsa a piedi
si
tutta a piedi, e poi era un
sacrificio col cesto in testa... |
|
Angelo
poi
c’era il Consani che faceva servizio
da P.Ercole ad Orbetello con la
carrozza e tante volte le pesciaole
mettevano le ceste sopra, sopra la
carrozza, e via le portava a
Orbetello.
Quinto
Il
trenino si fermava a Terrarossa e
quando si fermava ci caricava i
vagoni del carbone per mandarli su
in altitalia
quindi per lei era un sistema di
trasporto...
è
stata na mossa, na mossa vivace
e
per quanto riguarda il mare....
al
mare, ero un bagnino, andavo sempre
al mare, da ragazzetto andavo al
mare
continuamente, prima a P.Ercole poi
in Feniglia
si
ricorda qualcosa della Feniglia,
qualche particolare... il particolare è tale, s’era dei ragazzacci, si guardava le belle donne e basta. |
|
Elba
andava al mare?
Sempre, prima di andare da Ofelia,
alle due si partiva a piedi si
andava in Feniglia, si giocava un
pochino sulla spiaggia, si faceva un
bagnetto, e poi si riscappava e si
veniva a casa
andavate sempre in Feniglia o anche
a Giannella? a Giannella finché c’è stato il motoscafo, ci andavo perché eravamo amici di Vannucci, non si pagava nemmeno il biglietto, perché era tanto bravo, era amico del mi marito, sa... . |
|
Franco
quando era un ragazzetto, che
faceva?
s’andava con gli amici, poi io ho
frequentato parecchio il
canottaggio,
quanti eravate a fare canottaggio?
eravamo parecchi, perché sa di
questi giovani ce n’era diversi,
lei
per quanti anni ha fatto
canottaggio?
fino a ora, diciamo fino a
sessantanni, abbiamo fatto anche
gare nazionali, siamo stati a Roma,
siamo stati a Milano, a Livorno, a
S.Margherita Ligure, siamo stati da
diverse parti eravate pagati? |
|
no..se..
eravamo obbligati a andarci, lo sa
che una sera vennero a chiamarmi,
erano le undici, mandarono un
telegramma da Roma, che bisognava
prepararsi che alle undici c’era il
treno che partiva per Milano per
fare i campionati italiani; mi toccò
andà fori col mi povero babbo a levà
i martavelli alla sera alle dieci, a
mezzanotte esse a terra per poter
andar via col treno
con
che armo gareggiava
quando c’era bisogno d’andà al pari
s’andava al pari
che
tipo di barche avevate
lo
yole a
quattro, fuori scalmo
Dina
quando era giovane andava a ballare?
No,
ho sempre lavorato, lì, dove ora che
c’è...il cinema, ci s’aveva il bar,
grande, da lì a dove c’è quel
vicoletto..
lei
al bar che faceva? Tutto, stavo alla macchina, stavo al .... facevo tutto, quello che c’è da fare al bar, ci ho lavorato ... era il periodo delle crociere, era molto frequentato, so io quel che ciò lavorato. |
|
Lilia
cosa era per voi l’Idroscalo,
l’Aviazione?
Io
senta, quando partirono le crociere
da qui , io ero a Tripoli, nel ’32 e
......
Angelo
e
da quando so’ partiti per l’America
e hanno fatto il giro di Orbetello,
io ero per le mura e vedevo tutti ‘sti
apparecchi e andavano a Roma e hanno
fatto un saluto col giro .... tutta
la squadriglia ma lei Lilia quando è tornata, frequentava quell’ambiente? |
|
Lilia
e
sa perché,
nel ’38 morì la mamma, noi
andavamo tutti i giorni al cimitero,
passavamo di lì, i soldati ci
tiravano i baci e io dicevo “senti
come mangiano le lumachelle”, sa noi
eravamo un gruppetto di ragazzine,
io avevo 18 anni, e i soldati
venivano dietro le grate, sul viale,
a guardarci...
per
quanto riguarda i bombardamenti cosa
ricorda
il
bombardamento, è quello che ci
distrusse tutta , la casa, il mi
babbo dovette spende....quasi mezzo
milione, gli rimborsarono
centocinquantamilalire, pensi ..
quando c’era l’allarme dove andavate
sotto, dai finanzieri, a fa la morte
del topo,
nelle cantine ? |
|
si,
sotto, ha visto, alla finanza,
quando sonava l’allarme noi andavamo
giù al rifugio, la notte toccava
alzasse, io c’avevo la bambina
piccolina, e toccava svegliarla e
portarla giù
come era la vita in quel periodo ad
Orbetello
la
fame si ... toccava comprà la roba
al mercato nero |
|
Franco
quando andava a pesca a che ora si
alzava?
le
tre, tre e mezzo, quell’ora lì,
l’estate, l’inverno verso le cinque,
che
tipo di pesca facevate? nel lago si andava a scorre i bertivelli, i martavelli pe’ capì, via, so’ chiamati bertivelli noi si chiamavano martavelli , s’andavano a mette e poi s’andavano a scorre e ogni teso c’era sei martavelli, con cento, centoventi martavellini, e poi si spostavano continuamente da una parte all’altra per prende la roba, perché sempre lì non possono stare, fissi, per tre o quattro volte ce le prende le anguille, poi s’avvezzano, le anguille di monta scappano e bisogna spostarsi |
|
quando si parla di “cinta”, che
significa? la cinta è diversa, la cinta c’è la rete col tramaglio, che si fa in cerchio, se lei vede il pesce, quando vede move qualche pesce, ha capito, “a mosso un pesce, a mosso un altro, buttiamo” allora si faceva la cinta, ci si accoppiava coi barchini, si attaccavano le reti, poi ci si spostava coi barchini, si chiudeva... |
|
invece la pesca che si faceva alle
bocche era diversa
e
sa allora alle bocche, ha visto, era
difficile che ci si andava, perché
noi si faceva il mestiere dei
martavelli, si lavorava i martavelli |
Hanno
partecipato
Angelo, Dina, Elba, Emma, Franco,
Francesca, Giovanna, Lidia, Lilia,
Luisa, Quinto
|
A cura di: Ass. Soc. Resp. Renza Capaccioli Ass. Soc. Fiorella Maggiulli Ed. Prof. Cord. Maura Vacca O.T.A. Pierfederici Piergiorgio OP. di base Lucia Malandrini Op. di base Cinzia manieri
GRAZIE Pietro Solimeno |
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